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venerdì 5 ottobre 2018

Becky e OPL 245. Riace e Milano. E la Nigeria. E la giustizia.


Piattaforma petrolifera. (fonte www.recommon.org)
Il sindaco di Riace,  Domenico Lucano, ieri ha sostenuto l'interrogatorio di garanzia presso la Procura di Locri; sospeso dalla funzione, aspetterà agli arresti domiciliari il processo nel quale dovrà risponere di irregolarità nell'assegnazione della raccolta differenziata e di avere favorito il matrimonio di una donna nigeriana con un uomo italiano, al solo scopo di non farla rimandare in Nigeria. Ne abbiamo parlato in un post del 2/10

Va detto che Lucano si difende ottimamente da sè: "C'è chi mi accusa di non aver rispettato le regole ma forse la Costituzione italiana la rispetto più io di molti che si nascondono dietro "le regole". La prima regola della Costituzione italiana che nasce dalla Resistenza è il rispetto degli esseri umani. E non hanno colore della pelle o nazionalità".  

Nondimeno, qualche ragonamento viene voglia di aggiungerlo. Il matrimonio, come è noto, è un'istituzione che, al di là degli stereotipi sull'amore romantico è disciplinato da una serie di articoli del Codice Civile, in particolare il 143, che definisce obblighi e doveri reciproci dei contraenti.
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Fra questi, sicuramente un posto di rilievo è dato all'obbligo di reciproca assistenza morale e materiale fra i coniugi, che nell'art 143 viene elencato per secondo, mentre -ad esempio -l'obbligo della coabitazione viene per ultimo.
In altre parole il matrimonio si contrae, fra le altre cose, per garantire e garantirsi protezione sociale ed economica.  Cos'altro avrebbe ottenuto Lucano per la donna nigeriana aiutandola a maritarsi con un suo conterraneo se non protezione sociale? Non è andato affatto lontano dal Codice Civile, dunque. E però, oggi, Mimmo Lucano è agli arresti domiciliari con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Becky Moses e i resti della baracca in cui è bruciata
La donna in questione era scappata della Nigeria che è un paese da cui va via molta gente; e molta ne viene in Italia, perchè i dati dicono che in questi anni la Nigeria è sempre stata fra i primi paesi di provenienza di migranti e richiedenti asilo.
Che il Sindaco di Riace avesse ragione a fare come ha fatto lo dimostra la storia di Becky Moses, ventiseienne, morta bruciata a Rosarno (paese in mano alla 'ndrangheta, a 60 km da Riace) lo scorso gennaio, nel rogo della baracca dove dormiva.
Arrivata in Italia nel dicembre 2015. Becky Moses ha vissuto a Riace fino a dicembre 2017, finchè la sua richiesta di asilo è stata rifuutata. Il 3 gennaio 2018 ha dovuto lasciare Riace; ed è andata a proprio a Rosarno; da clandestina è finita nel racket della prostituzione. Il 28 gennaio, meno di un mese dopo, è morta nel rogo della baracca in cui viveva clandestinamente. Lucano aveva presente la sua storia quando consigliava all'altra ragazza di sposarsi qui.

Ma ci sono altri Italiani che si occupano della Nìgeria, non per aiutare i rifugiati che arrivano sulle nostre coste,  tuttavia, ma piuttosto per "aiutarli a casa loro" come amano dire i politici si governo, qualunque sia il loro partito, dal Pd alla Lega-M5S.  Per questo voglio brevemente ricordare, tenendola vicina per paragone con quella di Domenico Lucano, un'altra storia che parte dalla Nigeria e arriva in Italia, questa volta a Milano e come quella coinvolge la giustizia. Anche qui c'è un italiano che sta affrontando un processo, anche se questo lo affronta a piede libero,  continuando a fare il proprio lavoro.

Mappa concessioni petrolifere offshore Nigeria
Al largo del delta del Niger, davanti alle coste della Nigeria, lo spazio marino è suddiviso in zone di concessione, prospezione e sfruttamento petrolifero denominate OPL  (Oil Prospecting License). Una delle zone più ricche è la OPL 245, stimata della capacità produttiva di 9,23 miliardi di barili di greggio. Al prezzo attuale significa che ha un valore di oltre 700 miliardi di euro. Nel 2011 Eni e Shell hanno comprato questa concessione con un'operazione del valore di 1,3 miliardi di euro. Un grosso affare che però ha finito col portare i suoi protagonisti in tibunale  con l'accusa di corruzione internazionale per tangenti che superano il miliardo di euro.

Claudio Descalzi, AD ENI
In questi giorni iniziano gli interrogatori anche per questo processo, a Milano, che vede coinvolto un protagonista del tutto diverso da Minmo Lucano: è Claudio Descalzi (per un approfondimento sul processo per corruzione internazionale contro ENI quarda questo post).
Ingegnere, milanese, 63enne, con una brillante carriera in ENI nel settore dello sfruttamento petrolifero in Africa, Descalzi è un protagonista del tutto diverso da Mimmo Lucano. Dal 1994 opera in Africa per ENI, nel 2000 è nominato direttore dell'area geografica Italia, Africa e Medio Oriente. Nel 2006 diventa vice direttore generale di Eni nella divisione Exploration & Production, Nel 2014 è nominato dal governo Renzi al vertice dell'ENI.
Ma, nel 2014 Descalzi è indagato per corruzione internazionale dalla Procura di Milano, assieme al suo predecessore ed altri funzionari. L'ipotesi investigativa è che una mazzetta da un miliardo di dollari sia stata ripartita tra nigeriani e italiani: 800 milioni agli africani, 200 agli europei, per ottenere i diritti di sfruttamento della cncessione offshore OPL 245.
Da allora l'inchiesta ed il processo vanno avanti, in modo anche complicato e difficile perchè coinvolge anche la Shell e una società controllata dall'ex ministro del petrolio nigeriano Dan Bete, che in veste di ministro aveva assegnato alla propria società la concessione, e tramite questa l'ha poi rivenduta a ENI e Shell.
 Inutile dire che, del miliardo e passa di dollari, nelle casse del governo nigeriano non è arrivato nulla. In politiche a sostegno della popolazione non è arrivato nulla

Il delta del Niger è una delle zone più inquinate del mondo, dove l'industria estrattiva ha causato oltre 7000 incidenti negli ultimi 50 anni, 2/3 della popolazione vive in estrema povertà. Le proteste delle popolazioni locali nei confronti delle compagnie petrolifere hanno portato le compagnie a chiedere l'intervento del governo per difenderle e si sno verificati anche interventi armati del governo stesso  contro la popolazione.

Forse da lì arrivavano  sia Becky Moses che la ragazza aiutata da Mimmo Lucano, donne a cui non viene riconosciuto il diritto di asilo perchè non scappano da un conflitto internazionalmente riconosciuto ma anzi da un posto dove li stiamo aiutando a casa loro. Eppure, a differanza del Sindaco di Riace, l'Amministratore Delegato di ENI, all'origine di un fiume di denaro che ha alimentato la corruzione e che schiaccia la gente del delta del Niger (il processo dirà se sapeva di corrompere oppure no), affronta il suo processo  a piede libero, lavorando tranquillamente. Pecunia non olet.



Un po di riferimenti:

http://www.nigrizia.it/notizia/tangenti-eni-shell-iniziano-gli-interrogatori/notizie

https://www.ilpost.it/2018/10/02/sindaco-riace-domenico-lucano-arrestato/

https://www.ilpost.it/2018/10/02/sindaco-riace-domenico-lucano-arrestato/

https://www.osservatoriodiritti.it/2018/05/16/eni-nigeria-corruzione-processo-opl-245/

https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2014-07-05/quella-corsa-giacimento-ex-ministri-e-mediatori-081730.shtml?uuid=AB1lYuXB

https://it.reuters.com/article/topNews/idITKBN1KA1XN-OITTP

http://www.nigrizia.it/notizia/tangenti-eni-shell-iniziano-gli-interrogatori/notizie

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Claudio_Descalzi


https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/04/08/megatangente-eni-nigeria-stornati-in-italia-200-milioni29.html

https://www.repubblica.it/economia/finanza/2018/09/20/news/eni_prime_condanne_per_le_tangenti_in_nigeria-206931236/amp/

martedì 2 ottobre 2018

Mimmo Lucano. Ai domiciliari per matrimonio, in terra di 'ndrangheta


Oggi di prima mattina la Guardia di Finanza ha posto agli arresti domiciliari Domenico Lucano, sindaco di Riace, noto per aver salvato il proprio paese dallo spopolamento inventandosi un modello di accoglienza e di integrazione che l'ha fatto nominare fra i 50 uomini più influenti del mondo dalla rivista  Fortune. Si veda a titolo di esempio cosa è Riace in Festival. Festival delle Migrazioni e della Cultura Locale

Questa è la seconda inchiesta che viene condotta in merito alla sua gestione dei fondi (la prima è di un anno fa circa) attribuiti per la gestione dei progeti di accoglienza. La prima non aveva dato riscontri di irregolarità. Nel frattempo gli stessi fondi gli sono stati a lungo bloccati dal Ministero dell'Interno (ancorchè erogati) al punto che Lucano aveva dovuto fare lo sciopero della fame per farli bloccare.

E dunque oggi sono arrivati gli arresti domiciliari, in esito ad una "accurata inchiesta" della procura di Locri relativa a gravi ipotesi di reato sempre relative alla gestione dei finanziamenti.

Mandamento ionico 'ndrangheta
Siamo in Calabria, litorale ionico della provincia di Reggio Calabria, terra tiranneggiata da potenti 'ndrine di criminalità organizzata. a pochi chilometri c'è la Gioiosa Ionica degli Ursino, che hanno anche dei collegamenti solidi con la Locale di Moncalieri, qui vicino a casa nostra, ma che hanno fatto sentire la loro presenza sia a Melbourne che a New York.

A un'ora d'auto da Riace c'è Rosarno, comune sciolto due volte per mafia, dove Salvini si è fatto eleggere, dove è andato a fare comizi nei cui parterre c'erano membri della famiglia Pesce, associata alla famiglia Bellocco, una delle più potenti organizzazioni di narcotrafficanti sul mercato. Salvini a Rosarno, davanti a quella gente, non ha parlato di lotta alla mafia ma di lotta all'immigrazione.
Dicembre 2016, Rosarno.
Arresto di Marcello Pesce, detto "U ballerinu"
E proprio in questa terra, la Procura di Locri indaga  Domenico Lucano per fatturazioni false, procedure violate, violazione della concorrenza, concussione.
Alla fine dell'inchiesta, il GIP scrive che anche se gli indagati "conformavano il loro comportamento ad estrema superficialità, il diffuso malcostume emerso nel corso delle  indagini non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate"
Comuicato del Procuratore di Locri, Dr. Luigi D'Alessio).

Insomma non possono addebitargli nulla.  Lucano risulta un uomo onesto anche quando lo osservi di nascosto. Però, nelle indagini emerge che Lucano e la moglie si prodigano a combinare matrimoni fra donne africane che rischiano di essere cacciate dall'italia e uomini italiani. Con lo scopo preciso di non farle mandare via, anche a costo di superare con decisa noncuranza le norme in materia (documentato dalle intercettazioni riportate). E quindi scatta l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina
“Ferme restando le valutazioni già espresse in ordine alla tutt’altro che trasparente gestione, da parte del Comune di Riace e dei vari enti attuatori, delle risorse erogate per l’esecuzione dei progetti S.P.R.A.R. e C.A.S., ed acclarato quindi che tutti i protagonisti dell’attività investigativa conformavano i propri comportamenti ad estrema superficialità, il diffuso malcostume emerso nel corso delle indagini non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate”.

Notizia tratta da: https://www.ciavula.it/2018/10/comunicato-procura-locri-sullarresto-di-lucano/
“Ferme restando le valutazioni già espresse in ordine alla tutt’altro che trasparente gestione, da parte del Comune di Riace e dei vari enti attuatori, delle risorse erogate per l’esecuzione dei progetti S.P.R.A.R. e C.A.S., ed acclarato quindi che tutti i protagonisti dell’attività investigativa conformavano i propri comportamenti ad estrema superficialità, il diffuso malcostume emerso nel corso delle indagini non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate”.

Notizia tratta da: https://www.ciavula.it/2018/10/comunicato-procura-locri-sullarresto-di-lucano/
“Ferme restando le valutazioni già espresse in ordine alla tutt’altro che trasparente gestione, da parte del Comune di Riace e dei vari enti attuatori, delle risorse erogate per l’esecuzione dei progetti S.P.R.A.R. e C.A.S., ed acclarato quindi che tutti i protagonisti dell’attività investigativa conformavano i propri comportamenti ad estrema superficialità, il diffuso malcostume emerso nel corso delle indagini non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate”.

Notizia tratta da: https://www.ciavula.it/2018/10/comunicato-procura-locri-sullarresto-di-lucano/

 Questa è la colpa di Domenico Lucano, finito agli arresti domiciliari, in terra di "drangheta, sotto un ministro dell'interno che guida un partito condannato per una truffa da 49mln di €. Questa è la colpa di Domenico Lucano, arrestato per avere fatto sposare delle donne allo scopo di non farle ritornare da dove erano scappate.
“Ferme restando le valutazioni già espresse in ordine alla tutt’altro che trasparente gestione, da parte del Comune di Riace e dei vari enti attuatori, delle risorse erogate per l’esecuzione dei progetti S.P.R.A.R. e C.A.S., ed acclarato quindi che tutti i protagonisti dell’attività investigativa conformavano i propri comportamenti ad estrema superficialità, il diffuso malcostume emerso nel corso delle indagini non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate”.

Notizia tratta da: https://www.ciavula.it/2018/10/comunicato-procura-locri-sullarresto-di-lucano/


Qui la sintesi, ben fatta, da L'Internazionale sul modello di accoglienza messo in atto a Riace da Lucano
“Ferme restando le valutazioni già espresse in ordine alla tutt’altro che trasparente gestione, da parte del Comune di Riace e dei vari enti attuatori, delle risorse erogate per l’esecuzione dei progetti S.P.R.A.R. e C.A.S., ed acclarato quindi che tutti i protagonisti dell’attività investigativa conformavano i propri comportamenti ad estrema superficialità, il diffuso malcostume emerso nel corso delle indagini non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate”

Notizia tratta da: https://www.ciavula.it/2018/10/comunicato-procura-locri-sullarresto-di-lucano/