Visualizzazione post con etichetta Israele. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Israele. Mostra tutti i post

giovedì 21 marzo 2019

PONTI E NON MURI ... la storia di "Un Ponte per Gaza"


In un mondo in cui, pare, ci siano più uomini disposti a costruire muri piuttosto che ponti, abbiamo deciso di andare controcorrente e, il 30 marzo del 2018 si è costituito il comitato: Un Ponte per Gaza, comitato non violento nato per sostenere a distanza la lotta del popolo palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza attraverso l'informazione e non solo.
 Crediamo profondamente che pari diritti debbano essere riconosciuti a ebrei israeliani e arabi palestinesi e ci opponiamo a qualsiasi forma di discriminazione, razzismo, fascismo, antisemitismo, islamofobia. Data significativa il 30 marzo perchè a 4000 km di distanza da noi, i palestinesi celebrano la "Giornata Internazionale della Terra - Yom Al Ard"  ricorrenza che risale al 1976 quando migliaia di persone, cittadini palestinesi in Israele, si riunirono per protestare contro l'espropriazione di altra terra palestinese in Galilea.
Il 30 Marzo 2018 inizia anche a Gaza la Grande Marcia del Ritorno, manifestazione pacifica che ogni venerdì ha coinvolto centinaia di uomini, donne, bambini, giovani e anziani della società civile palestinese e che ha come fine la rivendicazione dei loro diritti e primo fra tutti il diritto al ritorno nelle loro case, nelle loro terre, come sancito dalla risoluzione 194. Le manifestazioni sarebbero dovute terminare il 15 maggio, data che ricorda la nascita dello Stato di Israele ma che coincide con "Al Nakba", "la catastrofe", che nel 1948 ha visto circa 700.000 palestinesi cacciati dalle loro case e dalle loro terre. 
Le manifestazioni non sono terminate il 15 maggio, continuano ancora oggi e le bandiere che avevamo messo sui nostri balconi il 30 Marzo dello scorso anno sono ancora lì, per ricordare che a 4000 km di distanza, i palestinesi attendono che i loro diritti vengano riconosciuti. Ad oggi durante le manifestazioni pacifiche più di 250 palestinesi sono stati uccisi, tra cui donne, bambini, giornalisti e personale paramedico e circa 25000 sono i feriti, alcuni dei quali resi invalidi permanenti a causa delle amputazioni degli arti rese necessarie, a volte, a causa del blocco terra/mare/aria imposto da Israele sulla Striscia di Gaza da 12 anni. Tale blocco, infatti,  impediva spesso ai feriti di recarsi in ospedali più attrezzati fuori dalla Striscia di Gaza o impediva l'ingresso di farmaci o attrezzatura medica necessaria per rifornire gli ospedali
Ed ecco i fatti concreti che siamo riusciti a realizzare grazie anche e soprattutto alla collaborazione delle Istiutuzioni che in questo particolare contesto hanno svolto un ruolo fondamentale:
Nel mese di giugno dello scorso anno abbiamo presentato una proposta di mozione per chiedere l'embargo militare nei confronti di Israele al Comune di Torino. La proposta è stata accolta dalla congliera Artesio di Torino in Comune e il 9 Luglio 2018 la mozione è stata approvata.
Se qualcuno si domanda perchè la richiesta di un embargo militare nei confronti di Israele, rispondiamo che è nostro dovere come cittadini invitare le Istituzioni ad applicare le leggi quando queste vengono ignorate. La legge 185 del 1990 all'art 1. comma 6 cita: L'esportazione ed il transito di materiali di armamento sono altresì vietati:  [...] 
d) verso i Paesi i cui governi sono responsabili di accertate violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti dell'uomo. E Israele è responsabile di queste violazioni come dichiarato nelle risoluzioni Onu. Anche Amnesty International, nel giugno dello scorso anno, ha rinnovato la sua richiesta ai governi affinché, dopo la sproporzionata risposta alle manifestazioni nei pressi della barriera che lo separa dalla Striscia di Gaza, fosse imposto un embargo sulle armi dirette a Israele. (https://www.amnesty.it/le-uccisioni-ferimenti-illegali-dei-manifestanti-gaza-necessario-embargo-sulle-armi-israele/).
Inoltre nel 2014, durante l'operazione Margine Protettivo a Gaza, la Rete per il disarmo, che raggruppa le principali organizzazioni italiane impegnate sui temi del disarmo e del controllo degli armamenti, chiese al governo italiano di sospendere immediatamente l'invio di armi e sistemi militari a Israele e invitò a farsi promotore di questa misura presso l'Unione Europea. Ricordiamo che nel 2014 l'Italia era il principale fornitore europeo di materiale militare nei confronti di Israele.
Nel mese di novembre abbiamo presentato una proposta di mozione che chiedeva al nostro Sindaco di intervenire presso il Governo Italiano affinchè si attivasse rapidamente per scongiurare la demolizione definitiva, momentaneamente congelata dal governo di Netanyhau, Bibi, della scuola di gomme costruita grazie alla Ong italiana Vento di Terra e del villaggio dei beduini Jahalin di Khan Al Ahmar. Ricordiamo che la comunità internazionale ha definito la distruzione del villaggio e la deportazione della popolazione un "crimine diguerra".  La proposta di mozione è stata accolta dal Gruppo Consiliare del nostro territorio "Proposta" ed è stata approvata a larga maggioranza dal Consiglio Comunale il 29 Novembre 2018, data importante ... perchè coincide con la "Giornata Mondiale di Solidarietà al Popolo Palestinese" riconosciuta dall'Onu nel 1977  .... nulla capita mai per caso!
Abbiamo organizzato presso il Centro Culturale Marzanati di Trofarello due eventi nel mese di ottobre e novembre 2018 in collaborazione con Sami Hallac, palestinese, che riguardavano una rassegna cinematografica di cortometraggi di vita quotidiana in terra di Palestina ed in particolare a Gerusalemme e a Gaza. I cortometraggi facevano parte della rassegna AL ARD Film Festival di Cagliari.
Tra dicembre e gennaio abbiamo distribuito alcune copie del libro "Gaza.Restiamo Umani" scritto da Vittorio Arrigoni, attivista italiano per la pace, ucciso a Gaza il 15 Aprile del 2011. Libro scritto durante l'operazione Piombo Fuso a Gaza tra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio 2009, Vittorio era l'unico reporter italiano che potesse descrivere ciò che stava accadendo in quei giorni ed inviava i suoi articoli a "Il Manifesto". (http://www.infopal.it/piombo-fuso-quattro-anni-fa-restiamo-umani/)
I libri sono stati consegnati all'Istituto Vittone e al Liceo Monti di Chieri, al liceo Majorana di Moncalieri, alla nostra biblioteca intitolata a Lelio Basso, Padre Costituente, che tra i vari scritti ne dedicò uno alla "Questione palestinese" (redatto intorno agli anni 70 ma ancora molto attuale e che vi invitiamo a leggere) e un'altra copia del libro è stata donata alla biblioteca dell'Università Cà Foscari di Venezia.
Ogni libro è accompagnato da una dedica speciale, scritta da Egidia Beretta, mamma di Vittorio Arrigoni. Ricordiamo solo un breve passo tratto dal libro alla fine del primo giorno di bombardamenti : "Faranno il deserto, e lo chiameranno pace. Il silenzio del “mondo civile” è molto più assordante delle esplosioni che ricoprono la città come un sudario di terrore e morte.Restiamo umani."
Per concludere, a fine anno abbiamo sostenuto a distanza con una modesta campagna di crowfounding, alcune famiglie di Gaza, semplicemente contribuendo all'acquisto di beni di prima necessità: cibo, pannolini e latte in polvere.
Il prossimo 22 Marzo inizierà il nostro percorso 2019 con un evento organizzato al Marzanati dal titolo "La questione palestinese: un caso di colonialismo e apartheid nel XXI secolo". Ne parleremo con il prof. Norberto Julini, consigliere nazionale di Pax Christi e coordinatore di Società Civile per la Palestina. Vi porteremo in viaggio in Palestina proponendovi il tour "Pellegrinaggio di Giustizia" per ricordare a tutti che in quella terra bellissima ma martoriata potrebbero un giorno convivere pacificamente ebrei, mussulmani, cristiani, israeliani e palestinesi.
Vi invitiamo quindi a partecipare e provare a costruire insieme a noi una riflessione, consapevoli del fatto che non possiamo più rimanere in silenzio!

domenica 21 ottobre 2018

Gaza. Rimandata la demolizione di Kahn al Ahmar

La demolizione del villaggio beduino di Kahn al  Ahmar è stata temporaneamente sospesa dal governo di Israele.
Un grande risultato dell'attenzione e della pressione internazionale per il rispetto dei diritti umani in Palestina.

https://www.aljazeera.com/news/2018/10/israel-freezes-palestinian-village-khan-al-ahmar-demolition-order-181021062237612.html