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sabato 28 maggio 2022

PIU' DI 194 VOCI, ANCHE LA NOSTRA

 

Una campagna pubblicitaria molto costosa sta tappezzando in questi giorni diverse città di enormi manifesti che attaccano  frontalmente la dignità delle donne e il loro diritto fondamentale a decidere sul proprio corpo, sancito da una legge dello Stato.  Movimento dei Cerini APS si unisce alle voci di chi respinge questo attacco e chiede la rimozione dei manifesti dalle strade.  Riportiamo qui il comunicato stampa emesso da: Più di 194 Voci. Rete per l'Autodeterminazione.

 

COMUNICATO STAMPA  

Rimozione cartelloni antiabortisti a Torino    

Purtroppo anche nella nostra città sono comparsi i giganteschi e raccapriccianti cartelloni di propaganda antiabortista a firma “Pro Vita e Famiglia”. Si tratta di una  campagna pubblicitaria costosissima che lede la dignità delle donne e il loro diritto fondamentale a decidere sul proprio corpo. Sappiamo da dove arrivano i finanziamenti: sono gli stessi che portano avanti campagne contro la libertà delle donne in tanti Paesi del mondo come gli Stati Uniti e la Polonia che impedisce l’aborto alle rifugiate ucraine vittime di stupri.
A un primo sguardo questi volgari cartelloni sembrano propagandare addirittura l’aborto selettivo!!!

Non deve esserci spazio nella nostra città per l’esposizione pubblicitaria il cui contenuto contenga e veic
oli messaggi sessisti e violenti e soprattutto inciti alla
disapplicazione di una legge dello Stato. La legge 194/78.
La tradizione della città di Torino e del suo storico “Movimento delle donne per l’autodeterminazione”, oggi Rete transfemminista +di194voci, non devono consentire spazi per simili orrendi messaggi. In altre città i sindaci hanno proceduto alla rimozione.

Chiediamo alla città di Torino e al suo Sindaco di rimuovere questo obbrobrio lesivo della dignità delle donne. 

Per quanto ci riguarda manterremo salda la nostra cura e custodia delle nostre libertà e non permetteremo che su questo si torni indietro.
 
Rete +di194voci
24/5/2022

martedì 30 aprile 2019

Il Treno della Memoria

Foto scattata da Edoardo Brenta durante la visita ad Auschwitz
Il Treno della Memoria è un vero e proprio progetto educativo e culturale giunto ormai alla XV edizione. L'idea del Treno nasce dalla necessità di riflettere sull'essenza dell'uomo. Ebbene sì, è proprio questo che si indaga andando a visitare i campi di concentramento. 

Si parte per un lungo viaggio alla ricerca di tante risposte, ma in realtà si ritorna pieni di domande. 
Dobbiamo sapere di cosa siamo capaci, occuparci del peggio che siamo in grado di fare, per educarci a non cadervi nuovamente. Per questo andiamo ad Auschwitz.


"E' accaduto quindi può accadere di nuovo, questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire" 
[cit. Primo Levi]

Alcuni degli educatori del Treno della Memoria durante la commemorazione a Birkenau
Ci piace definirci una comunità viaggiante, composta dai partecipanti sempre nuovi e da una rete di organizzatori ed educatori “alla pari”. 


Assemblea plenaria tenuta a Cracovia dai ragazzi del Treno 2
Ogni anno i ragazzi che decidono di partire fremono per sapere cosa si farà durante il viaggio, sono curiosi di conoscere la storia, sono interessati all'argomento, ma nonostante le quattro giornate di formazione che ci proponiamo di fare prima della partenza, non li prepariamo mai abbastanza a quello che andranno a vedere. Visitare i campi di concentramento trasmette tante emozioni, sempre diverse, ma ogni volta infonde uno slancio che si può trasformare in un profondo ragionamento sul presente, e non solo sul passato, generando così un confronto con la contemporaneità. Quello che ci interessa infatti, è ricordare, successivamente approfondire e studiare e, in ultimo, applicare. Ci facciamo portatori di una grande responsabilità che è quella di rievocare la storia, tramutando il ricordo in un punto di partenza per un cambiamento, una presa di coscienza nuova: diventare cittadini attivi o quanto meno più consapevoli.


Pagine di Memoria, la rivista dell'associazione Treno della Memoria
Il Treno della Memoria è un progetto aperto a tutti, quest'anno eravamo ben 4000 ragazzi sparsi per tutta Europa nel periodo che va dalla fine di Gennaio all'inizio di Marzo, tutti con lo stesso obiettivo. 
Invito tutti a parteciparvi, troverete tutte le informazioni necessarie per partire sul nostro sito e ci troverete fisicamente al Salone Internazionale del Libro. Si prevedono incontri e presentazioni volti ad approfondire il tema della Memoria e della Shoah. Presso il nostro stand potrete trovare le pubblicazioni della casa editrice del Museo Statale di Auschwitz e avere informazioni sui nostri progetti. Passate a trovarci allo stand Associazione Treno della Memoria e Museo di Auschwitz dal 9 al 13 Maggio (info).

sabato 23 marzo 2019

Il diritto di Essere. Chiamati per nome.

Don Luigi Ciotti, Fondatore di Libera
«Dobbiamo sentire che il primo diritto di ogni persona sulla faccia di questa terra è essere chiamato per nome. Non sono numeri, non sono casi, non sono utenti, sono persone.»

Con queste parole, Don Luigi Ciotti nell’intervista alla trasmissione televisiva Che Tempo Che Fa in onda domenica 17 marzo sui Rai1, ha sottolineato l’importanza della parola come strumento in grado di ridare dignità.

Il riferimento è alle 15 vittime di caporalato, tutte di origine straniera, inserite da Libera nell’ahinoi già lungo elenco di vittime innocenti delle mafie.
È un abbraccio - così lo ha definito Don Ciotti- con dignità e forza a tutte le vittime dello sfruttamento e della schiavitù.
  L’associazione “Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie” da sempre si è schierata dalla parte del più debole, per difendere la dignità di ognuno, elemento necessario per la costruzione di giustizia e legalità oggi. E anche questa volta ha accolto e condiviso pienamente il messaggio preciso e concreto del suo fondatore, Luigi.
In un periodo storico in cui la paura del vicino ci ha reso sempre più sospettosi, più arrabbiati, e sempre alla ricerca di un capro espiatorio che viva una situazione di inferiorità sociale rispetto a noi, è indispensabile risvegliare le nostre coscienze, prendendo le distanze da chi fa dell’odio la base per la propria propaganda politica.

Non possiamo accettare di vivere in un clima di terrore e diffidenza. Non possiamo tollerare chi ci propone l’odio e la chiusura come unica soluzione. È necessario tornare a fare rete, a vivere in comunità e la comunità.
Libera, che fin dalla sua nascita abbraccia questi principi, non si è tirata indietro e ha deciso nuovamente di spendersi nella restituzione di dignità anche a coloro che hanno perso la vita a causa dello sfruttamento nelle nostre terre.
Contro tutti i razzismi, contro ogni classificazione, e ancora contro tutte le mafie che fanno della disgregazione sociale un punto di forza nel proprio agire, Libera prende posizione, spendendosi con forza e determinazione, anche se questo -ne siamo consapevoli- può disturbare.

Ed è per questa ragione che Sabato 23 marzo 2019, alle ore 19, durante la marcia che da Villastellone a Santena ricorderà e rinnoverà la memoria e l’impegno di tutte le vittime delle mafie, verranno letti anche i 15 nomi delle vittime del caporalato.
Perché, sempre citando le parole di Don Luigi in una sua celebre intervista, «bisogna parlare di resistenza. Perché la resistenza ha la stessa radice latina di esistere: vuol dire esserci, fare, mettersi in gioco.»

(di Paola Fazzolari, Referente del Presidio di Libera di Santena-Villastellone "Libero Grassi")